- Storia della PNL raccontata da Gianni Fortunato

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Prefazione al libro “Il segreto della PNL - il non visibile della Programmazione Neurolinguistica" di Francesca Cantaro e Giacomo Guastalla

GLI INIZI DELLA PROGRAMMAZIONE NEUROLINGUISTICA di Gianni Fortunato1

1. Gianni Fortunato, psicologo, psicoterapeuta, analista translazionale clinico, esperto di Ipnosi Ericksoniana, fondatore dell'Istituto di PNL in Italia, fra i primi anche in Europa. Formatosi negli Stati Uniti (coi fondatori della PNL), ha poi insegnato in Italia, Francia e vari altri Paesi. Conosciuto per i suoi contributi nel campo delle Metafore Terapeutiche, della Psicosomatica e delle Tecniche Ipnotiche, è oggi presidente di PNL META Srl con cui prosegue l'opera di divulgazione e approfondimento della PNL.


La nascita ufficiale della PNL (Programmazione Neurolinguistica) si fa risalire all'incirca al 1975, anno della pubblicazione del primo libro, La struttura della Magia.


Comunque la gestazione era stata lunga se, come loro stessi raccontano, i fondatori John Grinder e Richard Bandler, si erano incontrati durante il periodo del movimento sessantottino, mentre contestavano il «sistema» all'Università di Santa Cruz. Qualcosa dello spirito iconoclasta e anticonformista di questo inizio è certamente rimasto nella spregiudicatezza con cui i due ricercatori si sono proposti di fare tabula rasa delle teorie psicologiche e, in un certo senso, ripartire da zero. Perché abbiano preso di mira proprio la psicologia non lo sappiamo con certezza. 


Certamente il periodo ed il luogo erano propizi: da San Francisco a Esalen, passando per Santa Cruz e Palo Alto, era come se qualcuno si fosse divertito a mettere insieme in uno spazio ristretto tutti i semi di un rinnovamento radicale delle conoscenze e pratiche riguardanti il funzionamento, la comunicazione, l'espressione degli esseri umani. 
Innovatori, anche molto polemici verso le Autorità riconosciute come Freud, erano certamente Fritz Perls, Eric Berne, Beavin e Jackson, lo stesso Gregory Bateson, che appare essere stato il perno attorno al quale, almeno idealmente, ruotava tutto il sistema. 
Tanto è vero che fu Bateson a «importare» in un certo senso l'altro irregolare che ancora mancava alla lista, cioè Milton Erickson. Dai protocolli (pubblicati anche in Italia) degli incontri periodici di Erickson con la cosiddetta Scuola di Palo Alto si può notare come i suoi metodi riuscissero a scandalizzare (intellettualmente) anche i rappresentanti del primo tentativo di stabilire una Pragmatica della comunicazione. Bateson forse capì che i «Palo-Altini» non ce l'avrebbero fatta ad uscire dalle loro «mappe», un po' astratte e accademiche, fatto sta che offrì una borsa di studio a due giovani ricercatori (Bandler e Grinder) per studiare dal vivo il fenomeno Milton Erickson....

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