- Socializzazione familiare e tossicodipendenza



Genova, settembre 1996


In questo articolo vengono indagate le particolarità dell'Istituzione familiare in Italia e i legami tra socializzazione familiare e tossicodipendenza.

  di Fabrizio Pieroni

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Le trasformazioni dell’istituzione familiare

                E' abbastanza diffuso un particolare punto di vista  che fa risalire l'esistenza della famiglia estesa, di tipo patriarcale, esclusivamente al periodo preindustriale, fornendone un'immagine quasi idilliaca. Questa concezione tende a presentare questo tipo di famiglia in opposizione a quella odierna, che sarebbe il frutto della decadenza del periodo che segue la rivoluzione industriale, e che non sarebbe in grado di fornire una rete protettiva di obblighi reciproci.

               Non si possono accettare generalizzazioni di tipo mitico che rappresentano la storia dell'istituzione familiare come un progressivo e inarrestabile degrado a partire da un’età dell'oro. Inoltre, non si può assumere un modello di famiglia come rappresentativo di un'intera epoca: nell’età preindustriale esistevano  come del resto oggi, diversi tipi di famiglia. Esistevano famiglie estese e famiglie ristrette, a seconda di vari fattori che interagivano con la cultura sociale locale (attività econo­mica del capofamiglia, i diversi diritti di successione, esistenza o meno di una rete di solidarietà locale) (Labos 1991a,28-29; Saraceno,1988,21-26). Inoltre, la famiglia del passato appare molto più instabile, di fatto se non di principio, di quella contemporanea (Saraceno,1988,29).

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           Socializzazione familiare e tossicodipendenza.

 

             L'analisi della famiglia effettuata da C.Baraldi parte dalla constatazione che i mutamenti intervenuti nella struttura familiare hanno portato ad una "sentimentalizzazione" della comunicazione tra coniugi e genitori e figli: l'amore e' diventato la base per la comunicazione tra i membri della famiglia. I partecipanti vengono considerati come persone uniche e specifiche alle quali viene attribuita un'importanza primaria. Nulla di ciò che e' rilevante per un partecipante può essere escluso dalla comunicazione; questo e' ciò che viene chiamato intimità. Nell'amore e' centrale la reciprocità: ogni persona e' trattata come assolutamente rilevante da ogni altra. Di conseguenza, i partner sono motivati a partecipare alla comunicazione perché trovano la conferma di loro stessi nella prospettiva dell'altro.

               La famiglia e' l'unico sistema sociale in grado di includere e tematizzare come rilevante l'intera persona degli individui, ma l'amore e' spesso problematico. La crisi dell'amore sembra dipendere dalla necessita' di autonomia personale dei partner che può essere minacciata da un eccesso di intimità. L'individuo può essere incapace di sopportare l'obbligo di impegnarsi, e trovare insopportabile doversi affidare al partner per l'autocon­ferma. Alla fine la comunicazione intima diventa insopportabile. 

               Questa fonte di crisi e' tipica di famiglie moderne basate sull'amore, e può portare a conflitti e/o separazioni tra i coniugi, cosi' come alla rottura del legame tra genitori e figli. Ma la crisi dell'amore non si presenta in questo modo in tutte le famiglie: le famiglie deprivate economicamente e culturalmente, ed eventualmente conflittuali e disgregate, presentano spesso somiglianze con le famiglie premoderne o preindustriali. La loro peculiarità e' di essere una miscela di tradizioni relazionali non basate sull'amore e di problemi economici. Questo tipo di fami­glia e' premoderna nel senso che in essa l'amore e' marginale o comunque subordinato alle relazioni obbliganti della tradizione (Baraldi,1994b,27-34).

               "Pasolini aveva ragione ad osservare una mutazione antropologica ritardata nella popolazione giovanile italiana, con conseguenze devastanti. Le famiglie che si affacciano con ritardo alla modernità pagano il prezzo di un'esclusione prolungata dall'evoluzione della società moderna delle generazioni che hanno preceduto e socializzato coloro che le formano. E questo prezzo e' un'elevata probabilità di fallimento" (op.cit.,35).

                Il presupposto fondamentale dell'autonomia personale e' un tipo di comunicazione familiare nella quale la persona venga tematizzata come rilevante. Questo tipo di comunicazione inter­personale intima e' tipica della famiglia moderna. Partecipando a tale comunicazione, l'individuo impara a pensare a se stesso come fonte autonoma di costruzione personale di significati (Baraldi, 1994b,101-102).

               "Questo tipo di socializzazione caratterizza l'individuo che diventa adolescente, ed e' costretto ad abbandonare il rassicurante senso di appartenenza alla famiglia che ne ha caratterizzato l'infanzia. Le numerose riflessioni della psicologia e della sociologia sulla formazione dell'autonomia e sui rischi della dipendenza durante l'adolescenza derivano dall'osservazione che proprio con l'adolescenza sorge la capacita' di riflessione che determina l'unicità e la specificità dell'identità personale" (Baraldi,1992,350-351).

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